giovedì 2 settembre 2010

La frontiera finale degli Iron Maiden?

Recensire un album degli Irons non è cosa facile. Sopratutto per via della natura dei suoi ascoltatori, o implacabili detrattori o guardie pretoriane di qualsiasi cosa venga fatta dall'ormai sestetto britannico...


Ascoltando "The Final Frontier" mi pongo, per l'ennesima volta, a metà strada. Se infatti dovessi dare un giudizio alla band la definirei...un pochino stanca. Anche in quest'album non mancano i punti deboli che si rilevano ormai da anni: canzoni estremamente lunghe con parti dilatate oltremodo, arpeggi iniziali che sanno dirti con precisione dove si andrà a parare di li a poco, canzoni che per il loro andare complessivo riportano ad album del recente passato. Ma questo se vogliamo è un difetto di poco conto per una band che compie quest'anno trent'anni dal suo primo album. Mica è così semplice scrivere nuovi pezzi! Quello che non si capisce è il perché di alcune scelte, una su tutte: perché fare una traccia ("Satellite 15...The Final Frontier") divisa a metà tra intro e primo pezzo reale, dove la prima è più lunga del secondo? Per il resto l'album si pone a metà strada tra "Dance of Death" con le sue articolazioni progressive e "Brave New World" con cavalcate ipermelodiche certamente di buona fattura, con tappeti tastieristici ottimi realizzati da Steve Harris, con linee vocali decisamente alte (e che forse creeranno qualche problema a Bruce Bruce on stage) e coinvolgenti. Spiccano su tutte "Coming Home", una canzone dove la melodia la fa da padrona senza mai sfociare nella ballad, e che pesca a piene mani dall'approccio stilistico del Dickinson solista di "Chemical Wedding", "The Talisman", con un arpeggio iniziale ben diverso dai soliti ai quali gli Irons ci hanno abituati e con una progressione che fa di questa cavalcata uno dei possibili "must" dal vivo e "When The Wild Wind Blows", degno pezzo, di chiusura di un album che non appassionerà, ma che dimostra comunque la caratura dei nostri. Up the Irons! Alla "next frontier"!

2 commenti:

  1. il titolo dell'album sembra quasi voler dire: siamo alla frutta....forse lo ascolterò ma di là c'è "live after death" che mi sta facendo l'occhiolino....

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  2. mi ha fatto cagare a spruzzo carissimi

    il vostro amore gigi

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